venerdì 15 ottobre 2010

Tecniche e Strategie - Italia Poker Club


Ecco un indice degli articoli di strategia più interessanti pubblicati su ItaliaPokerclub. Attraverso questoelenco è possibile avere uno sguardo di insieme sulle varie tecniche del poker, sull’aspetto matematico, sulla componente psicologica. Inoltre è possibile consultare gli articoli suddivisi nelle categorie Cash Game, Sit and Go, Torneo, Heads Up, Rush Poker e nella variante Omaha. Buona consultazione!

Tecniche e Strategie

Dal Preflop al River una raccolta delle più comuni tecniche strategiche da utilizzare nei tavoli di Texas Hold’Em. Come e quando puntare, e cosa fare nelle situazioni “classiche” che il poker ci prospetta!


Matematica nel Poker

I teoremi del poker e le varie scelte e i calcoli matematici che ci sono dietro alle decisioni; come utilizzarle per essere dei giocatori di poker vincenti


Psicologia nel Poker

Una raccolta di articoli che sottolineano l’importanza della componente psicologica nel gioco del poker. Dal Tilt alla gestione del bankroll tutto quello che è dietro alla “mente” dei pokeristi


Cash Game

Consigli e suggerimenti su come imparare a giocare il poker nella modalità Cash Game. come imparare a giocare a poker “a soldi veri”.


Sit and Go, Tornei e Heads Up

Consigli e suggerimenti su come imparare a giocare il poker nelle modalità Sit and Go a tavolo singolo, Torneo e Heads Up.


Rush Poker

Consigli e suggerimenti su come imparare ed essere vincenti nella nuova modalità proposta da FulltiltPoker; il Rush Poker potrebbe essere una delle innovazioni che rivoluzioneranno il gioco!


Omaha

Il poker a quattro carte: regole, tecniche e strategie delle più comuni varianti del gioco omaha. Articoli per un corso di base e numerosi spunti per un approccio critico alla specialità

Altre Varianti

Flavio Sammarco - IPT Sanremo V^ tappa 2010


Il ragazzo ha della stoffa! Flavio è approdato al Day2 del Main Event dell'IPT di Sanremo, è piuttosto corto dopo una giornata in cui ha giocato praticamente senza vedere carte e in un tavolo, che come lui stesso ha definito, si è dimostrato piuttosto "strano":

una giornata ed un tavolo abbastanza strano, le 3bet e le 4bet erano standard, anche con trash hands, ed erano standard anche un paio di call alle 4bet, cioè si son viste cose allucinanti. Io purtroppo non ho visto carte proprio nel momento migliore ...

Flavio Sammarco, romano, 22 anni fra pochi giorni è uno degli utenti "anziani" di Italia Poker Forum ed un esperto di MTT. Ho deciso di dedicargli questo post per tante ragioni, ma principalmente perché ho creduto in lui investendo nel suo buy in comprando una quota per questo Main Event. Inoltre Flavio è un ragazzo disponibile con tutti, semplice e alla mano. Uno di quelli che fa bene a una comunity online dedicata al poker come Italia Poker Forum.
Forza Flavio!


Foto: fonte Italia Poker Club

venerdì 8 ottobre 2010

Botta e Risposta - Bankroll MTT


Ciao a tutti,

volendo mettere da parte una parte del BR per provare a giocare qualche MTT, quale deve essere il rapporto BR/Buy in? Funziona come per i SNG?

Grazie.

(ivanrosica)

Non esiste una percentuale conclamata, anche se quella standardizzata ruota intorno al 2% come ha giustamente postato Les (e guarda che lui è ben navigato in fatto di MTT).

Mi permetto però di chiedere che esperienza hai negli MTT e nel poker in genere, se giochi solo su GD e soprattutto questo 2% a quanto ammonterebbe? Ovvero a quanto ammonta il tuo bankroll?

Il problema non è solo nella scelta della percentuale ma in altri due fattori che sono da prendere in considerazione nonostante si abbia il giusto denaro per iscriversi ad un determinato buy in:

1) la skill sugli avversari
2) il tuo disinteresse verso i soldi

Skill sugli avversari
Avere skill ad un determinato livello è molto importante, anche se negli HU diventa fondamentale, nei SNG necessaria, negli MTT così così. Vi sono buy in che vengono affrontati dalla stragrande maggioranza degli iscritti alla stessa maniera, sia che siano di soli 5 euro che da 50. Ma è ovvio e incontestabile che più si alza il livello del buy in più vi siano giocatori preparati da affrontare. Dunque occorre capire se un dato livello di buy in, che appunto corrisponderebbe al 2% del tuo bankroll, sia o meno adatto a te anche in funzione delle domande d'apertura fatte sopra.
Io personalmente, a parte le gamblate, tendo a giocare l'1% del mio bankroll, poco più poco meno. Per farti il mio esempio pratico ho un bankroll (vincite effettive esclusi i versamenti) di 1600 euro e gioco MTT da 5€, 10€ e raramente qualcuno da 20€. A livello di skill potrei pure giocare più tornei da 20€ e puntare a quelli da 30€, ma quello che mi frena è il secondo punto, la paura di perdere denaro.

Disinteresse dei soldi
I soldi ci piacciono e giochiamo per vincere, oltre che per divertirci. C'è poi chi lo fa solo a soldi finti ed allora siamo alla fase del divertimento puro o chi lo fa per vivere e siamo nel campo del professionismo. Noi giocatori mediocri, medi, sognatori, bravini, giochiamo per guadagnare qualcosa, accrescere il bankroll nella speranza che un giorno ...
Ebbene nel poker bisogna avere un certo distacco dai soldi che impieghiamo per giocare. Ecco perché è fondamentale distinguere i soldi impiegati nel poker da quelli della vita reale (anche se i soldi vinti poi andranno a soddisfare esigenze o sfizi della vita di tutti i giorni).
Quando giochiamo un certo buy in con la paura di perdere quei soldi, non abbiamo ancora raggiunto il distacco dal denaro che impieghiamo nel poker.
Sempre per farti un esempio reale, il mio, partendo sempre dal mio bankroll di 1600 euro, potrei tranquillamente giocare un MTT da 30€. So che da un punto di vista della conoscenza del gioco, dell'abilità, della skill sugli avversari, appunto, poco cambia tra un torneo da 30 euro e 10 euro per me, ma la paura di perdere 30 euro o 10 euro è ben differente, soprattutto in rapporto al valore che do al denaro della vita reale. Mi spiego meglio:
5 euro nella vita reale li spendo senza patemi d'animo, spesso in maniera anche molto futile.
Nel poker se perdo un buy in da 5 euro non mi incide né sull'umore, né sul bankroll.
10 euro nella vita reale li spendo con più parsimonia, disfarmene, anche per cose necessarie, diventa un problema emotivo.
Nel poker se perdo un buy in da 10 euro non mi incide molto nel bankroll, così come non mi provoca sbalzi d'umore, pensieri, tilt o null'altro. Ho perso e basta.
20 euro nella vita reale iniziano a farsi sentire. Una banconota da 20 euro corrisponde a 5 buoni pasti, alla benzina per l'automobile, con una spesa da 20 euro al supermercato, se ben mirata e alla ricerca delle offerte, basta a fornirmi di cibo per diverso tempo.
Nel poker perdere venti euro incide poco nel mio bankroll, meno del 2%, e l'umore più o meno rimane lo stesso. Non mi abbandono a crisi isteriche, non cerco di rifarmi, non tilto, emotivamente e psicologicamente mi comporto più o meno come quando perdo un buy in da 5 euro.
30 euro nella vita reale si fanno sentire ancor più che i 20 descritti sopra, addirittura vivendo da solo e consumando poca elettricità, questo importo corrisponde più o meno alla bolletta della luce.
Nel poker perdere 30 euro, anche se la cifra corrisponde a meno del 2% del bankroll e concettualmente potrei farlo con tranquillità, avendo comunque anche dell'esperienza in campo di MTT di un certo spessore on line e live, per me diventa un grosso problema psicologico. Se non vado ITM in un torneo da 30 euro mi domando perché io abbia scelto quel buy in e non giocato il torneo da 5 euro che partiva poco dopo. Ci penso e ci ripenso sopra e il prossimo MTT lo giocherò sicuramente scendendo al buy in da 5 euro perché la paura di perdere al 10 euro o 20 mi rimane addosso per qualche tempo.
Non ho abbastanza distacco da quel tipo di denaro e anche se potessi permettermi di investirlo, strategicamente e matematicamente, psicologicamente non sono pronto. Non posso permettermi di andare in varianza negativa con tornei da 30 euro o 20 euro. Giocherei male, non darei il massimo, avrei paura di perdere. Poco importa se il bankroll mi sostiene quando c'è la paura di perdere dovuta al mancato distacco dal denaro.

(AAndrew72)

dal thread: Bankroll MTT su Italia Poker Forum

sabato 2 ottobre 2010

Cash game. No-Limit hold’em. Posizione iniziale


Una tabella che indichi quali mani giocare o non giocare nel primo giro di scommesse non può essere scritta. A differenza del Limit hold’em, nel No-Limit una tale tabella sarebbe troppo imprecisa, volatile, e le “note” a fondo pagina che consigliano di prendere tale tabella con “le pinze”, di non lasciarsi influenzare troppo da essa, di tenere conto dello stack degli avversari e del loro stile di gioco, finirebbero per essere più importanti della tabella stessa.

Eppure, molti teorici e giocatori consistentemente vincenti, hanno le idee ben chiare sul come impostare il gioco nel giro pre-flop. Loro sostengono che benchè sia vero che la maggior parte delle carte vanno giocate in un modo o in un altro dipendentemente da migliaia di fattori, è vero anche che esistono punti fermi, di pratica solidità, pur vicini alla teoria del poker, che possono essere messi per iscritto perchè universalmente validi.

Lo staff di ItaliaPokerClub, tenendo presente la direzione in cui si sta muovendo il poker in Italia, ha deciso di fare qualche passo in avanti azzardando considerazioni sul gioco preflop, nel No-Limit Hold’em cash sperando di inquadrare meglio questa fase di gioco in una teoria meno improvvisata che potrebbe portare a giocate d’intuito falsamente corrette.

In questo articolo tratteremo la “posizione iniziale” in un tavolo con 10 giocatori, cioè il classico tavolo Live presente ovunque questo gioco sia permesso. Con il termine “posizione iniziale” si intendono, qui, le prima 4 posizioni alla sinistra del big blind.
Assumeremo inoltre che ogni giocatore al tavolo abbia più o meno davanti a sè uno stack di circa 100 big bets (BB). La grandezza degli stack è molto importante: differenti stack cambiano drasticamente il valore di una mano.

In generale, da questa posizione, è “meglio non giocare”. Troppi giocatori devono ancora parlare dopo di te non solo in questo primo giro di scommesse, ma per il resto della mano. Questa vulnerabilità sconsiglia, in particolare, di chiamare rilanci: non solo un rilancio aumenta la grandezza delle scommesse effettuate in questo giro, ma soprattutto aumenta (giustamente) la grandezza dei bet e dei raise nei giri a venire dove hai uno svantaggio posizionale non indifferente e con uno stack di “solo” 100 BB sei facilmente “pot committed” dopo una o due bet, magari solo per sapere come sei messo nella mano. La tua posizione insomma ti forza a prendere decisioni difficile e spesso “azzardose”. Non è così che si guadagna giocando a No-Limit.

Nonostante questi problemi, alcune mani sono talmente buone che vale la pena giocarle. Ma la maggior parte non lo sono: mani come

A8, A10, T9

non sono profittevoli dalle posizioni iniziali.
Le uniche mani degne di essere giocate dalle prime quattro posizioni alla sinistra del big blind sono le pocket pairs (AA-22), AK, e spesso anche AQs-ATs, KQs e AQoff. Mani come AJoff o KQoff, se giocate,creano spesso problemi dalla posizione in questione. Un gioco solido e “classico” richiede che vengano passate.

Prima di procedere, sfatiamo un mito. Molti giocatori giustificano il giocare con quasi qualunque mano dicendo che quelle volte che legano, possono portare via l’intero stack agli avversari. Dicono, OK, la mia mano è debole, ma le pot odds implicite sono enormi. Ebbene questo è completamente falso anche se tutti i giocatori al tavolo giocassero con uno stack di 10000 BB.

Sembrerebbe che con tale stack, giocare anche 72off sia profittevole: vedere il flop costa poco relativamente a quello che possiamo vincere quando leghiamo il nostro 772. Il punto è che varrebbe la stessa cosa anche per i vostri avversari! Se voi foste vincenti (in media) giocando 72off fuori posizione significherebbe che qualcun altro sarebbe perdente (in media) con una mano dipo JT o 74 in posizione! E questo è assurdo. Se 72off massacrasse uno stack avversario da 10000 BB, figuriamoci quello che potrebbe fare un 74off !!!

Se i vostri avversari non sono dei completi idioti, allora, tenendo conto della posizione, dobbiamo entrare con mani mediamente superiori. Contro giocatori con le stesse nostre abilità o che hanno “circa” le nostre stesse abilità questo è la principale strategia per prenderci un vantaggio!

Da posizione iniziale con uno stack effettivo di 100 BB consigliamo quindi di giocare tutte le pocket pair, AK,AQ, alcune delle carte alte e suited come visto in precedenza e di tanto in tanto (meglio dire raramente) mani tipo T9s, con lo scopo principale di mixare il gioco e renderlo meno leggibile.

Limpare o rilanciare il minimo non è un errore !

Si sente spesso in giro (e non solo qui in Italia) che limpare o rilanciare il minimimo (“minimum raise”, due volte il big blind) sia una mossa non corretta. I sostenitori di questa affermazione dicono: “E’ da stupidi entrare con due assi limpando semplicemente dando la possibilità ad un altro giocatore di portarti via tutto con una doppia legata con carte improbabili !“.

Il problema di questa affermazione sta nelle parole “…portare via tutto…“. E’ chiaro che se si decide di limpare con due assi (invece di rilanciare) si deve aver ben chiara l’idea che non dobbiamo necessariamente difendere la nostra Overpair fino alla morte. OK, abbiamo una coppia d’assi, ma è pur sempre una coppia! Se abbiamo chiara quest’ idea e abbiamo l’abilità di non andare incontro a perdite eccessive e l’abilità di passare i nostri “pocket rockets” quando dobbiamo confrontarci con bet esageratamente grandi, allora, limpare con due assi (o KK), non è una mossa sbagliata!

Ovvio, se floppiamo un terzo asso o quattro quindi di colore nut, allora abbiamo tutto il diritto di giocarci lo stack. Ma non con una coppia. Quando limpiamo con due assi dobbiamo avere la cosapevolezza di dover lottare per vincere piatti normali se la nostra coppia rimane una coppia, e non l’intero stack dell’avversario. Se ogni volta che vediamo due assi limpiamo con lo scopo di vincere a tutti i costi 100 BB allora,in quel caso, commettiamo un errore. Limpare è ok, ma si tenga presente che lo si fa per mixare il gioco, per “deception” e/o per poter controrilanciare un giocatore aggressivo che rilancia dopo di noi.

Le stesse identiche considerazioni valgono per il “minimum raise”. Rilanciare 2 big bets va bene e molti giocatori professionisti lo fanno frequentemente. L’importante, anche qui, è giocare senza mettere obbligatoriamente in pericolo l’intero stack da 100BB.


scritto da Paulfish

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Continuation Bet – Davanti o dietro al flop


La teoria della continuation bet non considera il fatto che voi siate in vantaggio o in svantaggio rispetto al vostro avversario dopo che sul board sono comparse le prime tre carte. Infatti, se considerassimo ciò, a volte sarebbe più profittevole checkare invece che operare la nostra solita continuation bet.

In questo articolo vedremo di comprendere meglio questa mossa strategica e come alcune volte non puntare sia meglio rispetto a fare la nostra classica continuation bet. In un articolo sullo stesso argomento abbiamo visto come la continuazione dopo il flop, teorizzata inizialmente da Dan Harrington, debba oggi essere attualizzata e adattata alle circostanze.

Per esempio poniamo di avere due donne e aver rilanciato di 3 big blind dal bottone e di aver ottenuto il call solo del grande buio. Il flop presenta K – 7 – 2 di tre semi diversi. Assumiamo anche che il nostro avversario abbia KQ o una coppia di dieci o un sei e un cinque di cuori.



Se operassimo una continuation bet il grande buio chiamerebbe il 100% delle volte con re e donna, il 50% con coppia di dieci e folderebbe sempre con le due carte di cuori.

Se invece facessimo anche noi check, alla discesa di un ininfluente 2 al turn il nostro avversario punterebbe sempre con KQ, punterebbe solo la metà delle volte con la coppia di dieci e farebbe diventare i suited connectors un bluff puntando sempre.



E’ chiaro quindi come in questa situazione sia meglio non operare la continuation bet per svariati motivi:

  1. L’avversario potrebbe operare un “bluff” al turn con nulla in mano
  2. L’avversario potrebbe rilanciare o chiamare con mani marginali (la coppia di dieci nel nostro esempio)
  3. Possiamo perdere meno se siamo stati battuti al flop
  4. Se siamo stati battuti da una overpair probabilmente andremo rotti con due donne in mano sia facendo la continuation bet sia non facendola.

Ovviamente non fare una continuation bet comporta lo svantaggio di concedere una carta gratis e a volte di poter far decifrare la forza della nostra mano dall’opponente. Nel nostro esempio al turn sarebbe potuto scendere un dieci che permetteva il tris all’avversario oppure avremmo potuto subire una puntata anche al river con le due carte a cuori ed essere così costretti a lasciare la mano.

L’esempio riportato è sicuramente una semplificazione delle situazioni reali, visto che il range di mani del nostro avversario è più grande e sicuramente meno chiaro. Inoltre ci siamo fermati al turn senza considerare ciò che poteva succedere alla quinta carta.

Nonostante questo credo che alcune considerazioni possano essere fatte sul quando fare check e quando invece proseguire in una continuation bet.

  • POSIZIONE: la posizione è un fattore fondamentale nella nostra decisione. Giocare fuori posizione è più difficile e permette al nostro avversario di eliminarci più facilmente dalla mano;
  • CONOSCERE IL NOSTRO AVVERSARIO: più conosci l’opponente, più profittevole sarà fare un check al posto della continuation bet. Se nel nostro esempio, l’avversario fosse tight e rilanciasse solo con un re potremmo tranquillamente fare fold al turn; se invece fosse estremamente aggressivo e puntasse con tutte le mani a sua disposizione potremmo tranquillamente chiamare essendo quasi sicuri di essere davanti a quel punto della mano;
  • POT CONTROL: fare check ci permette di controllare il piatto soprattutto in situazioni in cui il nostro avversario opera spesso un check/raise sia per valore che a mo’ di bluff;
  • FORZA DEL NOSTRO AVVERSARIO: un bravo avversario potrebbe leggerci velocemente e sapere che facciamo check con una mano che ha un buon valore. D’altra parte noi abbiamo l’intelligenza per capire che lui è a conoscenza di questo nostro comportamento e possiamo adattarci.

Fare check al flop invece di operare la solita continuation bet è una giocata sofisticata, che però può essere sicuramente molto profittevole, soprattutto contro dei giocatori mediocri che si trovano ai livelli bassi delle nostre poker room. Tuttavia estrarre valore da tale mossa richiede il saper giudicare bene la situazione e il proprio avversario.


scritto da Marco CM9 Canavesi

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venerdì 1 ottobre 2010

Resoconto di Settembre/Obiettivi di Ottobre


Il resoconto di settembre parla chiaro:
+100 euro nel bankroll;
3 tavoli finali in una manciata di MTT giocati;
+160 euro nel conto del cash game al lvl 0,05/0,10.
Questo è quanto ed è poco. Ok il recupero, ma il tempo che dedico al poker spero mi dia soddisfazioni maggiori.
Concludo il resoconto mensile ringraziando ItaliaPokerClub e Carmine Ferro per la pubblicazione di due articoli, uno inerente la beneficenza e le ICOOP di Pokerstars, l'altro il rapporto poker-real life.
Programmi per il mese di ottobre, finalmente sono chiari e ben definiti:
1) un mese di cash game NL10 con monitoraggio completo senza previsione di mani giocate, guadagno orario o altro. A fine mese traggo le conclusioni e pianifico se passare al NL20 o rimanere al NL10;
2) ITM ad un evento ICOOP. Ad oggi ho un solo ticket che ho deciso di giocare all'evento HU di Texas Hold'em. Attualmente è l'unico torneo in cui posso sperare di vincere il braccialetto messo in palio. Nel caso ottenessi altri ticket saranno dirottati rispettivamente sul Main Event e il 6-max;
3) sto organizzando un po' la mia vita privata in previsione del mio matrimonio che avverrà a luglio dell'anno prossimo. Dunque il terzo obiettivo, ultimo ma più importante, sarà quello di far andar d'accordo il poker con la vita reale fatta di lavaro, ricerca di una casa nuova ed altro tra cui organizzarmi per accogliere qualche richiesta di coaching prevalentemente per gli MTT.