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domenica 24 ottobre 2010

Family Pot - Il Giusto Equilibrio tra Poker e Real Life


Apro questo spazio per dare risalto all'articolo pubblicato su Poker Sportivo che coglie in pieno il senso delle mie parole, oltre alla scelta di aprire la nuova rubrica sulla rivista, Family Pot, partendo proprio da me. Ringrazio Poker Sportivo per avermi "ospitato". A tutti coloro che leggeranno questa pagina spero rimanga dentro il messaggio che in qualche modo ho voluto lanciare, quello dell'equilibrio, fondamentale in tutte le cose della vita, indispensabile nel rapporto poker - real life.

venerdì 1 ottobre 2010

Resoconto di Settembre/Obiettivi di Ottobre


Il resoconto di settembre parla chiaro:
+100 euro nel bankroll;
3 tavoli finali in una manciata di MTT giocati;
+160 euro nel conto del cash game al lvl 0,05/0,10.
Questo è quanto ed è poco. Ok il recupero, ma il tempo che dedico al poker spero mi dia soddisfazioni maggiori.
Concludo il resoconto mensile ringraziando ItaliaPokerClub e Carmine Ferro per la pubblicazione di due articoli, uno inerente la beneficenza e le ICOOP di Pokerstars, l'altro il rapporto poker-real life.
Programmi per il mese di ottobre, finalmente sono chiari e ben definiti:
1) un mese di cash game NL10 con monitoraggio completo senza previsione di mani giocate, guadagno orario o altro. A fine mese traggo le conclusioni e pianifico se passare al NL20 o rimanere al NL10;
2) ITM ad un evento ICOOP. Ad oggi ho un solo ticket che ho deciso di giocare all'evento HU di Texas Hold'em. Attualmente è l'unico torneo in cui posso sperare di vincere il braccialetto messo in palio. Nel caso ottenessi altri ticket saranno dirottati rispettivamente sul Main Event e il 6-max;
3) sto organizzando un po' la mia vita privata in previsione del mio matrimonio che avverrà a luglio dell'anno prossimo. Dunque il terzo obiettivo, ultimo ma più importante, sarà quello di far andar d'accordo il poker con la vita reale fatta di lavaro, ricerca di una casa nuova ed altro tra cui organizzarmi per accogliere qualche richiesta di coaching prevalentemente per gli MTT.

martedì 21 settembre 2010

Diario del 21.09.2010 - Periodo in stand by


In questo periodo i profitti sono più o meno in pari. Sto dedicando più tempo al CG a discapito dei tornei multitavolo ed ho praticamente abbandonato i SNG. Il mio piano di gioco si concentrerà, sul lungo periodo e in armonia con la real life, sul CG e su una selezione di MTT mirati.

Ieri ho effettuato il tentativo di acquisizione ticket per un evento delle ICOOP di Pokerstars partecipando al torneo Heads Up organizzato da Italia Poker Forum. Ho passato agevolmente il primo turno, al secondo sono stato eliminato. Contestualmente ho partecipato al freeroll di GDPoker (1500 iscritti, ticket per un side event al PokerGrandPrix al primo e un premio di 50€ a tutto il tavolo finale). Sono uscito intorno alla 150^ posizione. Insomma nulla di fatto né in questi tornei di qualificazione né nei garantiti o programmati che negli ultimi giorni mi hanno dato come unica soddisfazione qualche tavolo finale senza vittoria.

Come si evince dal grafico nell'immagine quello che invece sta continuando ad andare bene, anche se parliamo solo di 8000 mani giocate, è il tempo dedicato al CG. Prevalentemente al NL10 e NL20. Rispetto all'ultimo aggiornamento di 2 settimane fa è in discesa il PTR Rating, ho giocato 2300 mani in più, l'earning ha subito un incremento.
Per la fine del mese conto di migliorare queste statistiche, decidere se dedicare più tempo al NL10 o al NL20 e soprattutto cercare di correggere i tanti leaks che mi rendo conto d'avere.
Uno in particolare sul quale sto lavorando è l'incremento percentuale di rilanci preflop. Dopo l'analisi con alcuni amici di Italia Poker Forum è emerso che mi ritrovavo a giocare sessioni, anche di qualche ora, chiudendo con una percentuale intorno al 9%. Troppo bassa anche per un giocatore tight. Nelle ultime sessioni questa percentuale si attesta intorno al 14%, dato decisamente più confortante anche se ancora lontano da quel che dovrebbe essere. Il dato aumenta inevitabilmente al NL10 che mi da maggior sicurezza al tavolo, al di la della skin sui giocatori al momento seduti che non manco comunque di monitorare.

In ultimo, la gamblata.
La modestia in un giocatore è l'arma vincente, insieme alla tenacia, lo studio, l'autocontrollo. Spesso sento raccontare le mani sfortunate, i cooler persi, ma raramente si sente dell'ammissione ad aver commesso un errore. Questo per raccontare una gamblata bella e buona con puntata al NL50 in un momento di pre-tilt controllato. Ho scelto accuratamente il tavolo e con un pizzico d'abilità e con molta fortuna ho tolto l'intero stack ad un gambler più gambler di me.
L'ho fatto ma non si fa, giocate sempre al vostro livello e se tiltate spegnete il computer, fatevi una passeggiata, scendete di livello, ma non gamblate ai piani superiori.

mercoledì 15 settembre 2010

Poker e “real life” – come conciliare il rapporto per chi non è un professionista


Molto spesso colloquiando con appassionati di poker o frequentando i forum ho sentito fare un distinguo tra i momenti della giornata che dedichiamo al gioco del poker da quelli della “real life”, la vita reale, quella fatta di un lavoro, una famiglia, gli amici.

Chi vive il poker facendone una professione difficilmente farà questa diversificazione. Per il giocatore a tempo pieno, professionista, sponsorizzato, in qualche modo il poker “è” il lavoro, la vita reale. Programma la sua giornata in funzione del poker come un dipendente di una pubblica amministrazione programma la sua basandosi sulle 36 ore settimanali da dedicare al suo lavoro.

C’è poi una seconda categoria di giocatori di poker, quella degli occasionali. Piccoli appassionati che di tanto in tanto si cimentano in un torneo, un sit&go, prendono il poker né come uno sport né come un lavoro, ma semplicemente per quello che è, un gioco, un mezzo per divertirsi e passare il tempo.

Ma al di la del professionista e del giocatore occasionale, vorrei soffermarmi nelle prossime righe sullaterza categoria, il giocatore sognatore. Colui che non gioca occasionalmente ma assiduamente, il grinder alla ricerca del successo, insomma il giocatore medio, quello che si esalta per un buon piazzamento al torneo online della domenica, quello che spera di aumentare progressivamente il bankroll per sperare, un giorno, di ottenere una sponsorizzazione da parte di una popolare poker room.

Questa categoria rappresenta la maggior parte dei giocatori di poker, almeno online. Mentre per gli appartenenti alla prima categoria, i professionisti, il poker è parte integrante della “real life” e per gli appartenenti alla seconda categoria il poker solo occasionalmente e marginalmente interessa la vita reale, normale, di tutti i giorni, per il giocatore medio troppo spesso il confine tra il gioco del poker e la vita in generale diventa confuso. E qui iniziano i problemi.

La confusione scaturisce da diversi elementi quali la sbagliata gestione del denaro, il tempo “rubato” ad altre attività culturalmente e socialmente utili e necessarie, la mente che è costantemente concentrata sul mondo del poker anche quando si è lontani dal tavolo verde o dal PC.

Troppo spesso ho assistito in prima persona a casi di persone che si lasciano trasportare in maniera incondizionata dalla passione del poker da non avere più la capacità di equilibrio all’interno della propria vita, come se il poker diventasse la primaria necessità e la società nella quale esso vive fosse di troppo.
Se non si è dei professionisti si rischia di prendere troppo sul serio questo gioco a meno che non si raggiungano dei compromessi con chi ci circonda, sia in famiglia che nel lavoro.

Molti di noi vorrebbero trascorrere più tempo da dedicare al poker ma non possiamo, ce ne facciamo una ragione e troviamo gioia dalla vita normale, altri riescono a trovare gioia e stimoli solo dal poker nonostante per loro sia solo un hobby o poco più che un passatempo.

Ci esaltiamo per aver vinto un freeroll con 2000 partecipanti e dopo 6 ore di gioco aver vinto una manciata di euro. Quando lo raccontiamo alla nostra ragazza vorremmo sentirci dire “bravo” mentre in realtà cova in lei il timore che possiamo perder soldi in questo gioco d’azzardo in cui se ci sono giocatori forti, che vincono anche milioni, di sicuro c’è chi perde, e tanto.

A tal proposito mi permetto di richiamare un esempio reale, al quale assisto quotidianamente, il mio: la mia ragazza, Alessandra, fino a qualche mese fa aveva solo una vaga idea di cosa fosse il poker e l’immagine che aveva di questo gioco di carte era associato più a quello della bisca che del gioco di aggregazione e competizione sportiva come può essere considerato un torneo.

Ho continuato a dedicarmi al poker e in questi mesi ho rinunciato a partecipare a tornei ai quali avrei voluto partecipare volentieri così come ho giocato tornei incitato da lei stessa, compresa la partecipazione ad un torneo live o a manifestazioni che portano via tante ore alla vita reale come i lunghi tornei delle ICOOP o delle SCOOP di Pokerstars.

Ed oggi riesco a giocare a poker e contestualmente ad avere una vita fatta di affetti, amicizie, lavoro e amore. In buona sostanza non rinuncio al poker ma per il poker non rinuncio alla vita reale. Questo compromesso, soprattutto con Alessandra, è stato possibile perché non ho mai messo il nostro rapporto in secondo piano rispetto al poker e soprattutto, nei momenti in cui si è parlato di poker, con attenzione, intelligenza e chiarezza sono riuscito a farle capire quanto sia sbagliata l’idea che il poker sia un gioco d’azzardo e quanto invece con l’applicazione, la lettura e la disciplina si possano raggiungere dei risultati, anche minimi ma che possano portare immense soddisfazioni, non solo economiche.

Oggi a distanza di qualche mese da quando per la prima volta le dissi che giocavo a poker online, non soloaccetta che io trascorra del tempo al PC per dedicarmi a questo fantastico gioco che noi tutti amiamo, ma spontaneamente è arrivata ad interessarsi a tal punto da iniziare a leggersi libri di poker, ad iscriversi ad una poker room per giocare i suoi primi tornei da 50 centesimi.

Questo non sarebbe mai accaduto se agli inizi, anziché spiegarle che come i professionisti tengo costantemente aggiornati i miei risultati, ho un bankroll che rispetto, curo un blog e mi occupo di beneficenza all’interno del mondo poker, le avessi fatto pesare di aver rinunciato a giocare un importante torneo che dava la qualificazione ad un evento live per andare a cena a casa di amici a seguito di un invito dell’ultimo minuto.

La vita è un compromesso, e il rapporto poker/“real life” ne è un esempio.

Andrea Sterpa


L'articolo su ItaliaPokerClub

Il Thread su ItaliaPokerForum

mercoledì 30 giugno 2010

Resoconto Giugno/Obiettivi Luglio


Ad inizio mese mi ero prefissato di far bene nelle SCOOP di Pokerstars.it e di qualificarmi per il Poker Grand Prix di scena a Saint Vincent attraverso i satelliti di GD Poker o il freeroll di Italia Poker Forum. E come è andata? Alle SCOOP ho chiuso in passivo, anche se di poco, di fatto senza centrare nessun risultato importante se non un paio di ITM, mentre il Poker Grand Prix è rimasto un miraggio.
In compenso, obiettivo non dichiarato, ho aumentato il mio bankroll di + €250,17, secondo miglior bilancio di sempre. Rimane il rammarico per aver perso tantissimi buy in negli ultmi giorni del mese. Ultimi, freschi di pochi minuti fa, alcuni culer avversari che con AJ scoppiano il mio AK o i miei KK scoppiati al river dal 3° 9 di oppo che mi ha imbustato dal 30€ garantito della Sisal. Con un pizzico di fortuna il bilancio avrebbe mostrato ben altri connotati considerando gli ottimi risultati ottenuti in tornei multitavolo, con un torneo vinto, un 2° posto, un totale di 5 tavoli finali e molti ITM.
Obiettivi di luglio?
Nessuno in particolare perché ci apprestiamo ad entrare nel periodo estivo e non me la sento di fare alcun programma particolare sperando di poter dedicare si del tempo al poker ma anche di godermi qualche giornata di sole, mare, un bicchiere di vino e relax, insomma un po' di buona real life.